Passa ai contenuti principali

Serie Poeti - John Keats Leggendo: “La fotografia. Una storia culturale e visuale” di Graham Clark

Nell'ultimo libro di fotografia contemporanea che sto leggendo
si fa continuo riferimento alla poesia.
E' un testo bellissimo, che è stato scritto nel 1997 pubblicato nel 2009 in Italia e che ha confermato moltissime delle mie idee sulla fotografia e purtroppo anche l'enorme ritardo dell'Europa su certi temi fotografici, Ma in fondo la Fotografia ha trovato i suoi massimi sperimentatori oltreoceano e quindi poco c'è da meravigliarsi.

Fotografia come arte, fotografia come processo di espressione di qualcosa che è profondamente celato nell'animo umano.

E un continuo appunto paragone tra la poesia e la fotografia, tra il poeta e il fotografo...

In questo periodo la poesia è al centro del mio lavoro...

E allora escono immagini come questa dai miei pensieri, dai miei incontri, per celebrare la bellezza di ciò che si illumina in me.

Omaggio a uno dei più grandi poeti del 800

L'immagine è nella galleria newyorkese on line See.me
vedi la galleria

I feel like I dissolve photo Vanessa Rusci

Commenti

Post popolari in questo blog

Iperrealismo, fotografia e memoria: cosa succede quando le immagini diventano flusso

C’era davvero bisogno dell’iperrealismo? Serviva dipingere come una fotografia? Queste domande mi raggiungono spesso e tornano sempre. Come se nella risposta ci fosse una chiave per leggere il presente. Non cerco risposte definitive, ma risposte mie. O almeno fortemente mie. L’iperrealismo non è un semplice stile pittorico, né una parentesi virtuosistica nella storia dell’arte. Credo sia un sintomo. Compare in un momento preciso, tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta, quando l’immagine inizia a perdere attrito, a scorrere più velocemente dello sguardo che dovrebbe sostenerla, comincia l'iper produzione e la distribuzione continua. In quegli anni la fotografia smette di essere evento e diventa ambiente. Si moltiplica, circola ovunque, si integra nei sistemi della comunicazione, della pubblicità, dell’archivio, della stampa industriale. L’immagine non chiede più tempo: lo consuma. Non è più eccezione, ma condizione permanente. È in questo contesto che l’iperrealismo em...

VaRu alla Photographers' Gallery di Londra e i vincitori del premio Deutsche Börse Photography Foundation Prize 2025

VaRu alla Photographers’ Gallery – Londra, Maggio 2025 Durante il mio ultimo soggiorno a Londra ho avuto il piacere di visitare una delle esposizioni fotografiche più significative dell’anno: il Deutsche Börse Photography Foundation Prize 2025, ospitato presso la storica Photographers’ Gallery. Un’occasione imperdibile per chi ama la fotografia come linguaggio critico, sociale, poetico. In quell’occasione, ho lasciato anche una cartolina del mio progetto “VaRu – Proposte di Pace per il Futuro”, un piccolo gesto simbolico per tessere connessioni tra l’arte contemporanea e il lavoro che da anni porto avanti per promuovere la cultura della pace.  Il Premio Il Deutsche Börse Photography Foundation Prize, fondato nel 1996, è uno dei premi internazionali più prestigiosi nel campo della fotografia contemporanea. Ogni anno celebra artisti che, con mostre o pubblicazioni, hanno dato un contributo significativo e innovativo al linguaggio fotografico. L’edizione 2025 ha presentato un quartett...

Addio a Marcia Resnick

 Addio a Marcia Resnick (1950–2025) È difficile salutare Marcia Resnick. Non solo una fotografa straordinaria, ma una testimone attenta, ironica e lucida di un'epoca che non esiste più e che attraverso i suoi occhi resta viva, tagliente, necessaria, un monito alla fotografia di tutto il mondo: guardate. Se ne va per un tumore ai polmoni, dopo una lunga malattia affrontata con la stessa determinazione silenziosa con cui ha sempre lavorato. Marcia ha fotografato l’anima sporca, brutta e brillante di New York tra gli anni ’70 e ’80: Patti Smith, Iggy Pop, John Belushi, William Burroughs, Andy Warhol, Johnny Thunders… ma anche volti anonimi che sembrano personaggi usciti da un film noir urbano. I suoi ritratti erano crudi, teatrali, spesso surreali. Sempre intimi, personali.  Con il libro Re-visions (1978) ha scardinato ogni cliché sulla rappresentazione femminile. Con Punks, Poets & Provocateurs (2015) ha raccolto parte di quell’archivio che dagli anni ’90 aveva scelto di non...